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Babka al pistacchio



La babka alla crema di pistacchio è un delizioso dolce di origine ebraica ed europea dell'est. La sua forma, intrecciata e avvolta, è elegante e ricorda un rotolo a spirale. Questo dessert, spesso arricchito da strati di cioccolato o glassa, offre un'esperienza gustativa sofisticata, perfetta per chi cerca un tocco di raffinatezza nella tradizione dolciaria. La variante alla crema di pistacchio conferisce un sapore distintivo, ricco e aromatico. La babka non è legata a festività specifiche, ma è comunemente preparata durante celebrazioni e occasioni speciali, come festività religiose e ricorrenze familiari. In particolare, è apprezzata durante le festività ebraiche come Chanukah e durante il periodo pasquale. Tuttavia, la sua versatilità la rende adatta a essere gustata in molte altre occasioni festose in diverse tradizioni culinarie. 

Treccia di Pasqua lievitata


 
La treccia di Pasqua è un dolce tradizionale italiano consumato durante la Pasqua. La sua forma a treccia simboleggia l'unità e l'amore familiare. La treccia pasquale lievitata e aromatizzata con scorza di agrumi e vaniglia, ha una consistenza simile al pan brioche. Le origini di questo delizioso dolce,  risalgono probabilmente alle antiche tradizioni pasquali, dove il pane rappresentava un elemento fondamentale nelle festività religiose e culturali. La sua forma intrecciata e decorativa riflette l'importanza della Pasqua come momento di gioia, rinascita e condivisione.


Babka con crema di nocciole


La babka con crema di nocciole è un dolce originario dell'Europa dell'Est, in particolare della cucina ebraica. Questo delizioso dessert é un lievitato intrecciato, riempito con una golosa crema di nocciole. La tradizione di preparare la babka è radicata nelle festività ebraiche, come il periodo pasquale. La sua popolarità si è diffusa anche in altre cucine e culture, diventando un'opzione amata per occasioni speciali e colazioni indulgenti.

Casatiello rustico di Pasqua senza strutto e con pomodoro nell'impasto


Il casatiello rustico di Pasqua senza strutto, è una mia variante del classico casatiello napoletano. In questa variante ho aggiunto nell’impasto del concentrato di pomodoro per renderlo ancora più saporito ma anche più colorato. Il casatiello è un pane rustico, la sua forma rappresenta la corona di spine di Gesù, è tradizione prepararlo il sabato Santo per essere gustato a Pasqua e pasquetta, ma rimane pur sempre un ciambellone salato rustico ricco di salumi e formaggi buono tutto l’anno. 


Il casatiello a lievitazione naturale il giorno dopo è ancora più buono. Se dovesse avanzare si conserva fino a 4 giorni in frigorifero, chiuso in un sacchetto per alimenti. Per la conversione del Li.Co.Li. (lievito madre a coltura liquida) in lievito madre solido vedere Qui


Torta Pasqualina ai carciofi

 

La torta Pasqualina ai carciofi è un classico della tradizione ligure. E’ usanza preparare questa torta con più strati di sfoglie di pasta matta, un impasto semplice fatto solo di farina, acqua, olio e sale. La torta Pasqualina ai carciofi è una delle tre varianti che la tradizione vuole, infatti è consuetudine farcirla anche con spinaci e bietole ma sempre con gli immancabili uova fresche incastonate nel composto cremoso di ricotta e verdure. E’ una torta primaverile vegetariana, dal sapore delicato e di una bontà unica, la regina delle torte rustiche salate che non può mancare sulla tavola di Pasqua e Pasquetta.

 

Pastiera napoletana senza burro (2° versione light)



La pastiera, antico dolce partenopeo del periodo pasquale. La tradizione vuole che venga preparata il giovedì Santo, per essere gustata la domenica di Pasqua e il lunedì di pasquetta. Oggi vi voglio riproporre la pastiera senza burro, questa volta anche senza crema pasticcera ma sempre con una moderata dose di zucchero e uova, insomma penso che più light di così non si possa fare, è una pastiera leggera ma sublime. Un dolce povero, con ingredienti semplici e una preparazione facile e veloce.

 

Pagnotta di Pasqua romagnola con lievito madre

 

La Pagnotta Pasquale di Rimini è un dolce tradizionale tipico della città. Caratterizzata da una consistenza soffice e un sapore delicato, questa specialità pasquale è spesso arricchita da ingredienti come uvetta e canditi. La sua preparazione artigianale, tramandata attraverso le generazioni, conferisce a questa pagnotta un gusto unico. L'origine della Pagnotta Pasquale di Rimini è radicata nelle antiche tradizioni culinarie della regione Emilia-Romagna, particolarmente durante la festività pasquale. Questo dolce ha una lunga storia legata alle festività religiose e alle celebrazioni della primavera.

La tradizione vuole che la Pagnotta Pasquale sia preparata con ingredienti simbolici, come uova che rappresentano la vita e la rinascita, e il lievito, simbolo di fermentazione e crescita. La ricetta, spesso tramandata di generazione in generazione, varia leggermente da famiglia a famiglia, conferendo un tocco personale a ogni pagnotta. La condivisione della Pagnotta Pasquale durante le festività diventa un momento di unione familiare e comunitaria, sottolineando l'importanza della tradizione e della condivisione nel contesto culturale di Rimini e delle zone circostanti.


Pastiera napoletana (la mia 1° versione leggera)




Lo dico con molto rammarico, ma la pastiera a me risulta stucchevole, troppo di tutto: burro, zucchero, uova e tante calorie. Così ho pensato di realizzarne una a mia misura, senza però sconvolgere la ricetta, ho solo utilizzato con moderazione tutti gli ingredienti che vuole la tradizione (tranne il burro). Oltretutto non sono la sola a stare perennemente a dieta, quindi condivido con molto piacere, la mia deliziosa e leggera pastiera napoletana.

Biscotti Pasquali (aceddu cu’ l’ova) della tradizione catanese



Un dolce che si prepara a Catania nel periodo pasquale, chiamato aceddu cu l’ova (uccello con le uova)  poichè la forma più comune rappresenta appunto la colomba con le uova, ma le sagome possono essere varie secondo la creatività del momento. La tradizione è diffusa in tutta la Sicilia e sia le forme che i nomi cambiano secondo le provincie: “cuddura cu’ l’ova” (corona con le uova), “pupi cu’ l’ova” (bambole con le uova), “panareddi di Pasqua” (cestini di Pasqua), “campanari” (campane), “vaccareddi” (lumache)... è consuetudine donarli ad amici e parenti, come simbolo di buon augurio e gesto di affetto. Vivendo ormai da molto tempo a Roma, ho voluto riproporre questa usanza, realizzando così sagome varie e tanti biscotti da confezionare e regalare che, al di là della tradizione, rimangono comunque dei deliziosi biscotti da inzuppo.






Ingredienti
550 g di farina 00
100 g di farina di semola rimacinata
200 g di burro (oppure strutto)
250 g di zucchero
4 uova bio
la punta di un cucchiaino di vaniglia bourbon
la scorza di 1 arancia (oppure limone) non trattata
20 g di lievito per dolci (oppure 6 g di ammoniaca per dolci sciolta in un pò di latte tiepido)
latte q.b
una presa di sale
uova sode (quantità a piacere)

Per decorare
confettini colorati
1 uovo sbattuto per spennellate

Procedimento

Bollite le uova e fate raffreddare. Intanto prepariamo la frolla: sul tavolo da lavoro o in una grande ciotola, mettete la farina e il lievito setacciati, aggiungete il burro freddo tagliato a pezzettini e cominciate a sfregarlo con la farina usando la punta delle dita (fate attenzione a sfregarlo sempre con la farina altrimenti il burro si scalda troppo). Quando avete ottenuto uno sfarinato, fate una fontana con al centro un’ampia vasca dove metterete lo zucchero, il sale, la vaniglia, la scorza di arancia grattugiata e le uova. Mescolate con una forchetta questi ingredienti, senza prendere la farina, una volta amalgamati raccogliete la farina che avete intorno (meglio se usate una spatola per non scaldare il burro), versate il latte necessario (versatene poco alla volta) fino a rendere l’impasto omogeneo e liscio, fate una palla, avvolgetela nella pellicola e ponete in frigo per 30 minuti circa.

Prendete dal frigo un pezzo di impasto alla volta (per non scaldare troppo l'impasto), modellate le forme a piacere, si possono  fare delle sagome di colombe, campane, cestini, cuori e intrecci vari (mentre li realizzate pensate a chi volete donarli e personalizzate a piacere), inserite le uova sode con una leggera pressione (fate attenzione a non rompere il guscio), incrociate sopra l’uovo delle strisce di pasta per bloccare il tutto. Se invece volete realizzare i biscotti, spianate la pasta poco alla volta sulla carta forno infarinata, a 1 cm di spessore e tagliate con le forme che preferite: ovale, campane, papere, colombe, conigli, pulcini o quello che vi suggerisce la fantasia. Rimpastate i ritagli unendoli ogni volta a un nuovo pezzo di pasta, fino a completare tutte le forme, mano mano che tagliate i biscotti adagiateli in una teglia ricoperta di carta forno. Spennellate i dolci con l’uovo sbattuto e distribuite sopra i confettini colorati.
Infornate a 180°C per 15-20 minuti o fino a doratura (regolatevi con il vostro forno). Confezionate i dolcini con carte o bustine trasparenti e infiocchettate con nastrini colorati.



Buona preparazione!
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Torta Pasqualina con ricotta e spinaci



A Pasquetta, non può mancare la classica torta Pasqualina per la nostra gita fuori porta. La tradizione vuole che la pasta venga fatta a più strati di sottilissima sfoglia. Anche se la leggenda narra che il numero degli strati fosse 33 come gli anni di Cristo, io ne ho fatti due (4), ma volendo potete farne uno in più aumentando la dose della pasta. Per il ripieno è consuetudine farcire con la ricotta e verdure, come spinaci, bietole o carciofi con l'inserimento delle uova, secondo gusti e regioni.


Colombine di brioches


Un pò di tempo fa avevo comprato lo stampo delle colombine, non avendo più molto tempo e  nessuna idea sulla preparazione, ho optato per l’impasto delle brioches di “Luca Montersino”. Avevo già provato questa ricetta (qui), ma dovendo diminuire la dose l’ho un pò adattata, questa volta ho anche fatto riposare l’impasto tutta la notte e la differenza è nettamente visibile tra le due preparazioni... mettiamoci anche che nel frattempo ho acquisito più esperienza... Chissà, magari la prossima volta mi cimenterò nella preparazione classica.



Colombine di brioche
Ingredienti
Per 6 colombine in stampo di silicone+due brioches
135 g di farina 00
135 g di farina manitoba
30 g di latte intero fresco
3,5 g di lievito di birra secco
2 uova fresche (galline del vicino)
35 g di zucchero
7 g di miele
5 g di rhum
2 g di buccia di limone
1/2 bacca di vaniglia bourbon
90 g di burro
4 g di sale

Per la glassa
20 g di albume
40 g di zucchero a velo
zucchero a granella q.b
fettine di mandorle q.b


Procedimento

Versate la farina nella planetaria (ma si possono impastare a mano usando una ciotola), unite il lievito e il latte a temperatura ambiente, le uova intere, lo zucchero, il miele, il rhum, la buccia di limone e la vaniglia, azionate la macchina e impastate per circa 8 minuti a velocità ridotta.

Unite il burro ammorbidito e sbattuto con una frusta a parte, facendolo incorporare all’impasto poco alla volta. Terminate con il sale e finite di impastare per altri 5 minuti circa facendo incordare l’impasto, o comunque fino a quando non si ottiene un impasto liscio, omogeneo, ma soprattutto elastico.

Lasciate lievitare a temperatura ambiente, coprendo con la pellicola, fino a che l’impasto non raddoppia, quindi rompete la lievitazione impastando leggermente con le mani e riponete in frigorifero, sempre ben coperto con la pellicola, 3 ore circa (io l’ho lasciato tutta la notte).

Trascorso il tempo formate tante palline (60 g circa l’una) formate le colombine dividendo ogni pallina in tre pezzi: arrotolati due bastoncini più piccoli per le ali e uno grande per il dorso della colombina (io ho pesato i tre pezzetti di impasto per avere delle colombine della stessa misura), ripetete fino a riempire ogni stampo. con uno avanzo di impasto ho ottenuto due brioches. Disponete lo stampo e le brioches su una teglia con una parte di carta forno (le singole brioches ben distanziate) a lievitare, possibilmente in un ambiente tiepido (30°C) e con un tasso di umidità elevato (80%). Se non ci fosse sufficiente umidità coprite le palline con il nylon (io le ho messe nel forno spento con la lucina accesa e una ciotolina di acqua bollente che ogni tanto rinnovavo).

Nel frattempo preparate la glassa: sbattete l'albume con una forchetta, aggiungete lo zucchero e continuate a sbattere fino ad avere un composto fluido e omogeneo.

Una volta che le colombine saranno raddoppiate di volume, lucidatele con la glassa, distribuite la granella di zucchero e le mandorle. Infornate a 180°C fino a doratura.

Nota
Le colombine dopo la lievitazione quasi si toccavano, per evitare che si unissero durante la cottura, ho messo in mezzo una striscia di carta forno piegata in quattro, volendo si possono fare delle colombine più piccole (40/50 g) e fare tre brioches anzichè due
.



Buona preparazione!


Tortine di Pasqua al formaggio con lievito madre... come babà


Quest’anno per la Pasqua avevo in mente di fare la torta al formaggio umbra con lievito madre, ma non sono riuscita a trovare lo stampo classico per questa preparazione, così mi sono venuti in mente gli stampini da babà che aspettavano da un bel pò di tempo il giusto utilizzo. Ok, non è proprio quello giusto, ma mi sembra appropriato, non vi pare? Eppoi la versione monoporzione è anche più pratica, si possono preparare in anticipo, congelarle avvolgendo ogni porzione con carta stagnola e tirarle fuori la mattina di Pasqua o di Pasquetta. Ringrazio tantissimo Paoletta per l’ottima ricetta e per la chiara descrizione del procedimento. L’idea era partita per metà dose (la dose intera la trovate qui), ma avendo sostituito lo strutto con l’olio e.v.o. ho avuto necessità di aggiungere ancora un pò di farina. Il risultato è stato ottimo e il  primo piano del babà aperto parla da solo... morbido, arioso e bello come il sole.


Torta salata di Pasqua



Una torta salata tradizionale del periodo pasquale, buonissima per la colazione di Pasqua e Pasquetta ma da gustare tutto l’anno... è conosciuta con il nome di cuzzola ed è diffusa in Basilicata e in Puglia. Questa versione è del “Cucchiaio d’Argento”, ho cercato di rispettare il più possibile le dosi originali ma per mio gusto personale ho usato il burro al posto dello strutto e ho diminuito un pò il formaggio.


Biscotti di Pasqua a forma di uovo



La ricetta di questi biscotti, a forma di uovo di Pasqua, è stata presa dal libro “Al forno” di Isidora Popovic. Ho rispettato le dosi dei biscotti, ma li ho decorati a mio gusto e fantasia con cioccolato bicolore e frutta secca. Non avendo lo stampo a forma di uovo ho fatto un modello con la carta forno e una volta appoggiato sulla pasta dei biscotti li ho ritagliati con la rotella. E’ un ottima idea regalo per i bambini, quindi con delle bustine trasparenti che avevo in casa li ho confezionati e infiocchettati con della rafia colorata. Prepariamoli insieme ai piccoli di casa.



Ingredienti
Per i biscotti
150 g di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
15 g di cacao in polvere
50 g di zucchero di canna
65 g di burro freddo a cubetti
45 g di miele liquido
1 cucchiaino d’acqua (io 3)

Decorazioni
100 g di cioccolato bianco tritato
50 g di riccioli di cioccolato bicolore
30 g di granella di mandorle
30 g di granella di nocciole
30 g di mirtilli rossi essiccati

Uno stampo per biscotti a forma di uovo (11 cm)
(io ho fatto un modello con carta forno)


Procedimento

Scaldare il forno a 170°C.
Versate nel mixer la farina, il lievito in polvere, il cacao, lo zucchero, il burro e il miele e amalgamateli con la funzione a impulsi fino a ottenere un impasto sabbioso. Aggiungete l’acqua e impastate fino a ottenere una palla omogenea.

Trasferite la pasta sulla spianatoia leggermente infarinata e stendetela con il mattarello a uno spessore di circa 5 mm. Ritagliate i biscotti con gli appositi stampini e disponeteli sulla placca preparata in precedenza. Cuocete nel forno caldo per 25 minuti e lasciateli raffreddare prima di decorarli.

Mettete il cioccolato in un recipiente resistente al calore sopra una pentola d’acqua in leggera ebollizione. Ricordate che il fondo del recipiente non deve mai toccare l’acqua bollente. Mescolate finchè il cioccolato non si sarà sciolto.

Spennellate il cioccolato fuso su un lato dei biscotti e cospargeteli di frutta secca e riccioli di cioccolato. Se preferite create un motivo decorativo a vostro piacere.

Lasciate raffreddare e indurire il cioccolato prima di servire i biscotti. Potete conservarli in un vaso a chiusura ermetica al riparo dalla luce per circa 2 settimane.


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