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Tigelle o crescentine modenesi (a lievitazione naturale)



Le crescentine dette anche “tigelle”, nome del disco di terracotta in cui venivano cotte anticamente: si metteva un dischetto di pasta in mezzo a due foglie di castagno e poi messe tra due tigelle, così impilati si adagiavano  sulla brace dei camini. Le tigelle sono delle sfiziose focaccine croccanti fuori e morbidi dentro, con un sottilissimo strato di mollica, caratteristica che rende le tigelle ancora più leggere. La farcia tradizionale è la “cunza”, cioè un trito di lardo di maiale, aglio e rosmarino, ma si gustano anche con salumi, formaggi freschi spalmabili, salse varie, verdure, pomodori, rucola e quello che più ci aggrada. Ottime anche in versione dolce con creme, confetture e marmellate. Io vi dò le due versioni di lievito madre (solido e liquido) ma anche la dose del lievito di birra.



Pagnotta di Pasqua romagnola con lievito madre

 

La Pagnotta Pasquale di Rimini è un dolce tradizionale tipico della città. Caratterizzata da una consistenza soffice e un sapore delicato, questa specialità pasquale è spesso arricchita da ingredienti come uvetta e canditi. La sua preparazione artigianale, tramandata attraverso le generazioni, conferisce a questa pagnotta un gusto unico. L'origine della Pagnotta Pasquale di Rimini è radicata nelle antiche tradizioni culinarie della regione Emilia-Romagna, particolarmente durante la festività pasquale. Questo dolce ha una lunga storia legata alle festività religiose e alle celebrazioni della primavera.

La tradizione vuole che la Pagnotta Pasquale sia preparata con ingredienti simbolici, come uova che rappresentano la vita e la rinascita, e il lievito, simbolo di fermentazione e crescita. La ricetta, spesso tramandata di generazione in generazione, varia leggermente da famiglia a famiglia, conferendo un tocco personale a ogni pagnotta. La condivisione della Pagnotta Pasquale durante le festività diventa un momento di unione familiare e comunitaria, sottolineando l'importanza della tradizione e della condivisione nel contesto culturale di Rimini e delle zone circostanti.


Piada dei morti a modo mio



Incuriosita da questo dolce (tipico riminese), mi faccio dare la ricetta da Barbara, le sue dosi sono per due piade, quindi ho deciso di utilizzare metà ingredienti e optare per un solo dolce, ma al momento della preparazione mi accorgo di non avere una delle farine richieste in questa preparazione, cosi decido di sostituirla con la semola rimacinata che tra l’altro ho sempre in dispensa per il frequente uso (è una delle mie preferite). Dimezzo tutte le dosi ma per distrazione metto due uova al posto di uno (mannaggia), non mi perdo d’animo, aggiusto le dosi della farina omettendo quasi del tutto il latte che c’è nella versione di Barbara. Il risultato? Non ho ancora assaggiato la sua ma questa mi è piaciuta molto, l’unica modifica che farò la prossima volta sarà: più farina di semola e meno Manitoba. Vi suggerisco anche la sua versione e approfittate per visionare il suo blog pieno di idee e con tantissime belle ricette... ne vale la pena, è bravissima!!!





Ingredienti
Per il lievitino
70 g di farina Manitoba
1,5 g di lievito di birra secco
40 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino colmo di malto d’orzo

Impasto
180 g di farina di semola rimacinata di grano duro 
100 g di farina di Manitoba
40 g di zucchero di canna bio
15 g di mosto (per me vino sangiovese cotto con lo zucchero)
15 g di latte (solo se lo richiede)
2 uova bio
1 cucchiaino di semi di anice
30 ml di olio di e.v.o 
50 g di di uva sultanina
un pizzico di sale

Per il sangiovese cotto
200 ml di vino 
1 cucchiaio colmo di zucchero di canna

Per decorare
40 g di gherigli di noci
40 g di mandorle
30 g di pinoli

Per spennellare la superficie
1 uovo 
latte


Per la lucidatura

Vino sangiovese cotto o mosto diluito con acqua.

Per il sangiovese cotto:

mettete sul fuoco vino e zucchero e fate cuocere fino ad ottenere la densità di uno sciroppo. 

Procedimento per il lievitino:

la sera prima ho amalgamato l’impasto in una ciotola e messo a riposare a temperatura ambiente ma potete metterlo anche nel forno spento, coperto con un piatto o con pellicola trasparente (se lo fate lo stesso giorno aumentate di 1 grammo il lievito e aspettate fino al raddoppio).


Procedimento

In una ciotola ho mescolato le farine e impastato le uova, l’olio, lo zucchero, Il mosto, i semi di anice. Ho aggiunto il lievitino, ho continuato ad impastare (se lo richiede aggiungete il latte), aggiungete il sale e l’uvetta amalgamate bene il tutto. Lasciate riposare per circa 4 ore o fino al raddoppio. Riprendete l’impasto, stendetelo fino a 1 cm. di spessore su una teglia bassa, cospargere la frutta secca pressandola un pò, spennellare con l’uovo sbattuto con un pò di latte e lasciate lievitare fino al raddoppio. Infornate a 180°C per 20/25 minuti circa. Lucidate a caldo e rimettete in forno per 1 minuto.

Ieri quasi dimenticavo il mio primo anno di blog... che ne dite di festeggiare oggi con una fetta di piada?